Dopo la perdita della moglie Carla per un tumore ovarico, Giuseppe ha trasformato il dolore in un gesto di generosità. Con una grande donazione in memoria ha sostenuto una giovane ricercatrice e continua oggi il suo impegno a favore della ricerca e dei pazienti oncologici.
A cura di Arianna Monticelli.
Giuseppe è un uomo di grande garbo e profondo rispetto per gli altri. Traspare anche dal modo in cui racconta il periodo più doloroso della sua vita, quando la moglie Carla è scomparsa per un tumore ovarico, nell’ottobre 2020.
Eppure, quando racconta quel periodo Giuseppe riesce comunque a regalare un sorriso, anche se la voce si incrina. È la serenità di chi, nel frattempo, è riuscito, con enorme forza d’animo e nel ricordo costante di Carla a superare quel momento e a proiettarsi nel futuro.
Sono passati quasi sei anni dalla scomparsa di Carla. Per 40 anni Giuseppe ha vissuto con lei condividendo ogni cosa. Insieme hanno affrontato anche l’arrivo della malattia nel 2018 e le terapie. “Per un anno, dopo la chemio, era andata bene, poi il peggioramento” spiega Giuseppe. Allora, già in pensione, si è preso cura della moglie giorno e notte, prima a casa e poi in hospice. Subito dopo il funerale, lui si ritrova solo, nella loro casa di Lodi, durante il secondo lockdown per l’emergenza Covid-19. Inizia il periodo più difficile: sono due mesi infiniti e di totale solitudine.
Nel suo faticoso cammino di elaborazione della perdita, Giuseppe un giorno legge sulla rivista Fondamentale della possibilità di una donazione in memoria e decide di chiamare per avere informazioni. “Ho sentito un’emozione molto forte, che mi ha spinto a cercare un modo per trasformare il ricordo di mia moglie in un aiuto concreto. Ho avuto subito fiducia, non solo per l’affidabilità di AIRC ma anche per la grande umanità che mi hanno dimostrato. Per me ha fatto la differenza. Ti prendono per mano, non perché sei un donatore, ma perché sei una persona” confida Giuseppe. Così, in ricordo di Carla, da sempre donatrice AIRC, Giuseppe sceglie di sostenere una borsa di studio triennale per la dottoressa Ayusi Mondal, impegnata in una ricerca proprio sul tumore ovarico. “Ho avuto l’opportunità di incontrarla più volte ed è stata un’emozione molto forte, mi sono sentito parte di un progetto che ha un impatto concreto."
Dopo la fine della borsa di studio, Giuseppe ha voluto proseguire il cammino con AIRC sostenendo il Programma Start-Up, che aiuta i giovani ricercatori in arrivo in Italia dall’estero ad avviare nuovi studi sul cancro. “Vedo la donazione in memoria di Carla come un traguardo. Lei non c’è più, ma altre persone potranno beneficiare della ricerca che AIRC porta avanti. La mia speranza è che chi verrà colpita dallo stesso tumore possa avere un destino diverso.”
Oggi le giornate di Giuseppe sono pienissime. È volontario in un’associazione della sua città che offre supporto ai malati oncologici. Ogni giorno va al cimitero e continua a parlare con Carla. Il dolore non è scomparso, ma ha trovato un senso nuovo nel suo impegno verso gli altri. “Sarebbe orgogliosa della mia scelta. Starò accanto ad AIRC ancora a lungo.”
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Se anche tu, come Maria, desideri sostenere il laboratorio guidato da un giovane scienziato e dare un contributo decisivo al futuro della ricerca, puoi finanziare un My First AIRC Grant.
Con una donazione di 25.000 o 35.000 euro per 2 o 3 anni, sosterrai concretamente l’attività del suo gruppo di ricerca e contribuirai a far crescere i leader della ricerca oncologica di domani.
Inoltre, potrai intitolare il progetto alla memoria di una persona cara che desideri ricordare, legando il suo nome all’impegno contro il cancro.
Per ulteriori informazioni, contatta Melissa Neri dell’Ufficio grandi donazioni e lasciti, 02 7797 326 - melissa.neri@airc.it
Data di pubblicazione: 11 settembre 2026