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Sostenere la ricerca senza confini: il viaggio di Paolo con AIRC

Dal dolore alla speranza, una grande donazione per supportare i giovani scienziati.

“All’inizio speravo di poter contribuire a qualche studio specifico sul melanoma. Poi ho capito che donare ad AIRC significa anche dare la possibilità alla ricerca di andare in qualsiasi direzione.” Il rapporto fra Paolo e la ricerca evoca quello tra un padre e un figlio: sostenere senza ingabbiare, supportare ma lasciando la libertà di dispiegare tutte le sue potenzialità.

Paolo ha superato da un bel po’ gli 80 anni, anche se a vederlo non si direbbe mai. Da due anni è un grande donatore AIRC insieme a sua moglie Enrica.

La scelta di sostenere AIRC per Paolo parte da lontano, da metà degli anni Novanta. Donazioni regolari, sostegno nelle manifestazioni di piazza; poi un grande dolore diventa lo sprone a voler fare di più. Un melanoma particolarmente aggressivo colpisce il figlio, Mauro, che viene a mancare a quasi 49 anni.

“Tutto è cominciato da un brutto neo” ricorda Paolo. Poi, dopo 3 anni, la comparsa delle metastasi, prima al fegato, poi ai polmoni. Le ultime, a distanza di 6 mesi, al cervello. “Io e mia moglie eravamo in vacanza in montagna e Mauro venne a trovarci con sua moglie e suo figlio. La mattina abbiamo sciato tutti e tre insieme, per la prima volta. È stato l’ultimo momento completamente felice: il pomeriggio ci disse delle metastasi cerebrali”.

Dopo 8 mesi, Mauro è mancato. Era l’agosto del 2018.

Da allora, i progressi della medicina nel trattamento del melanoma sono stati straordinari.

Grazie alla ricerca, molti casi che fino a pochi anni fa erano considerati privi di opzioni terapeutiche possono oggi beneficiare di nuove cure. Anche quando queste terapie non portano alla guarigione completa, sono comunque in grado di garantire una migliore qualità della vita.

Nel 2022 Paolo scopre il progetto Start-Up di AIRC, un bando di ricerca volto a sostenere i giovani scienziati che rientrano dall’estero per avviare il proprio laboratorio in Italia. Non ci pensa due volte: contatta AIRC e decide di sostenere questo programma con una grande donazione in ricordo di Mauro.

Nel frattempo, anche lui riceve una diagnosi di melanoma. “A volte l’età in questo aiuta perché la crescita cellulare è più lenta” sorride Paolo mentre racconta la sua storia. La tempestività della diagnosi, la localizzazione e i passi avanti della medicina hanno fatto sì che l’intervento fosse risolutivo, anche se dovrà ancora effettuare controlli periodici.

“Mi piacerebbe che tra i 17 progetti Start-Up attivi in Italia ce ne fosse uno dedicato al melanoma. Ma alla fine c’è un’unica cosa che conta: sostenere la ricerca oncologica. A mio avviso, è l’unica strada per evitare che altri debbano affrontare ciò che abbiamo vissuto noi.”

Data di pubblicazione: 15 dicembre 2025