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Alla ricerca di nuovi composti antitumorali mirati ed efficaci

Sono Marta Serafini, sono una chimica farmaceutica e sono impegnata nello sviluppo di nuove molecole con azione antitumorale all’Università di Oxford, nel Regno Unito.

Sono arrivata a Oxford due anni fa, ad aprile 2021. Eravamo ancora in piena pandemia e il primo periodo non è stato semplice. In quei giorni, perfino il disbrigo di pratiche banali come aprire un conto in banca era proibitivo, essendo impossibile farlo in presenza. Anche i primi mesi di lavoro sono stati poco convenzionali. I laboratori erano organizzati in due turni: il primo dalle 6 alle 14 e il secondo dalle 14 alle 20. Non proprio agevole per chi, come me, ha a che fare con reazioni chimiche i cui tempi possono essere imprevedibili.

Con il tempo, per fortuna, siamo tornati alla normalità e ora sono pienamente integrata nella vita del laboratorio e del college. Lavoro molto, come ogni ricercatore post-doc che si rispetti, ma partecipo anche alla vita sociale del college di cui faccio parte. E soprattutto ho riscoperto lo sport: tutte le volte che posso nuoto, corro gioco a tennis.

Grazie al sostegno di una borsa di studio AIRC per l’estero in memoria della famiglia Termini, sto studiando nuovi composti in grado di colpire selettivamente le cellule tumorali. Questi composti, detti PROTACs (acronimo inglese di “PROteolysis TArgeting Chimeras”), sono in grado di attaccarsi a specifiche proteine e di degradarle. Si tratta di una differenza importante rispetto ad altri farmaci a bersaglio molecolare oggi in uso, che riconoscono, sì, alcune proteine specifiche del tumore, ma in genere le inattivano. Grazie a questa strategia possiamo, invece, distruggere completamente una componente che può essere importante per il funzionamento o la sopravvivenza del tumore.

Per un uso sicuro di questi composti così potenti, tuttavia, occorre far sì che non agiscano anche su molecole utili alle cellule sane. Con il mio progetto sto cercando di mettere a punto PROTACs che si attivino soltanto in un ambiente povero di ossigeno, quale è tipicamente quello tumorale. In tal modo sarebbe possibile sfruttare la loro capacità antitumorale salvaguardando le cellule sane.

Il progetto, che è incentrato soprattutto sul tumore dell’esofago, è quasi terminato e i dati ottenuti finora sono molto positivi.

Ora che la mia borsa di studio AIRC volge al termine, sono ancora indecisa sul mio futuro. Di certo continuerò a fare ricerca: non so se ancora qui a Oxford, in un altro laboratorio in Europa o tornando in Italia.

Di certo mi piacerebbe poter conciliare le aspirazioni mie e quelle del mio partner, anche lui ricercatore, ma in Italia. In questi due anni, abbiamo sfruttato ogni occasione per incontrarci in varie parti d’Europa: in Cornovaglia, a Cambridge, a Bonn, a Lisbona o in giro per l’Italia. In futuro sarebbe bello trovare un istituto di ricerca che ci possa accogliere entrambi.

Biografia

Nata a Gattinara, in provincia di Vercelli, nel 1991, si è laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università del Piemonte Orientale a Novara. Qui ha poi ottenuto un dottorato di ricerca in Chemistry and Biology, e allo stesso tempo ha ottenuto una borsa di studio AIRC per l’Italia. Dal 2021 si occupa di nuovi composti antitumorali all’Università di Oxford, grazie a una borsa di studio AIRC per l’estero in memoria della famiglia Termini.

Data di pubblicazione: 1 marzo 2023