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L'importanza degli screening anche per i malati cronici

Secondo alcuni dati, le persone che soffrono di malattie croniche hanno una probabilità minore di partecipare agli screening oncologici

Chi è malato, per esempio di diabete, tende a evitare di sottoporsi ai controlli di prevenzione oncologica. Un gruppo di ricercatori canadesi ha analizzato una quarantina di studi condotti negli ultimi venti anni in cui erano riportati dati sugli screening oncologici effettuati da persone affette da diabete. I risultati dell’analisi, pubblicati sulla rivista Diabetologia, indicano che la percentuale di adesione ai programmi di screening è più bassa tra le donne diabetiche che tra le donne non diabetiche.

Complessivamente, le donne con diabete hanno il 24 per cento di probabilità in meno delle donne senza diabete di sottoporsi allo screening per il tumore della cervice uterina e il 17 per cento di probabilità in meno di sottoporsi a quello per il tumore al seno. Per quanto riguarda lo screening per il tumore del colon-retto, le donne con diabete hanno il 14 per cento di probabilità in meno delle donne senza malattia di sottoporsi agli esami, mentre tra gli uomini la percentuale di adesione è simile per chi è malato e chi no.

Il diabete è una malattia cronica molto diffusa: in Italia è stato diagnosticato a oltre tre milioni di persone. Questi pazienti riescono generalmente a condurre una vita normale, tuttavia devono sottoporsi a regolari controlli medici per escludere l’insorgenza di possibili complicanze a carico degli occhi, del rene, del sistema nervoso autonomo e di quello cardiocircolatorio. È possibile che l’attenzione del paziente e del medico curante possa essere talmente focalizzata sulla gestione del diabete da far passare in secondo piano la partecipazione agli screening oncologici.

Questione di priorità

Quello del diabete non sembra essere un caso isolato. Un altro articolo, i cui risultati sono usciti sulla rivista Psychiatric Services più o meno contemporaneamente a quelli dello studio già citato, riporta conclusioni analoghe in pazienti con disturbi psichiatrici. Alcuni ricercatori dell’Università della California di San Francisco hanno analizzato undici studi che hanno coinvolto più di 25.000 donne con diagnosi di schizofrenia o altre forme di psicosi. È emerso che queste pazienti avevano il 50 per cento di probabilità in meno di effettuare le mammografie di screening rispetto alle donne che non soffrivano di disturbi psichiatrici.

Gli autori concludono che ulteriori ricerche siano necessarie per stabilire quali siano le cause del problema. È possibile che i medici che hanno in cura questi pazienti siano più concentrati sul controllo dei sintomi psichiatrici rispetto alla prescrizione degli screening di routine. Il consiglio del medico riguardo agli screening può tuttavia essere particolarmente importante proprio per pazienti vulnerabili, come quelli colpiti da malattie psichiatriche. La scarsa adesione allo screening mammografico potrebbe contribuire a spiegare perché le donne che soffrono di malattie psichiche scoprono di essere malate di tumore al seno a uno stadio più avanzato delle altre.

L’importanza degli screening

Gli screening fanno parte della cosiddetta “prevenzione secondaria”, che si differenzia dalla prevenzione primaria perché, anche se non incide sul rischio di sviluppare un tumore, permette di scoprirlo precocemente, e può essere quindi molto importante nella cura delle neoplasie. Più il tumore è piccolo, più è facile da distruggere, e gli screening oncologici mirano proprio a individuare precocemente la malattia, quando è ancora in fase iniziale.

Non per tutti i tipi di tumore esistono screening, ovvero esami per la diagnosi precoce affidabili e somministrabili ad ampie fasce di popolazione. A oggi gli screening disponibili e offerti gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale sono tre, per la diagnosi precoce del tumore della mammella, del tumore della cervice uterina e del tumore del colon-retto. Per maggiori informazioni su chi è invitato a sottoporsi a esami di screening, a quale età e con quale frequenza, si può consultare la pagina del sito AIRC dedicata agli screening: https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/guida-agli-screening.

Purtroppo non tutte le persone invitate ad aderire agli screening accettano la proposta. In Italia si osserva una notevole differenza tra le regioni del Nord e del Centro, dove la copertura è buona, e quelle del Sud, dove l’adesione resta molto al disotto della soglia ottimale. Per migliorare la partecipazione agli screening è necessario che il paziente, ma anche il medico, siano consapevoli della loro importanza. Anche in presenza di altre malattie.

Data di pubblicazione: 7 gennaio 2020